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L’INQUINAMENTO GLOBALE

DiSperanzio

Lug 1, 2020
L’INQUINAMENTO GLOBALE

Ebbene sì dobbiamo parlare di questo nodoso problema, l’inquinamento non è solo quello dei mari o degli scarti delle grosse industrie ma anche nello smaltimento dei rifiuti urbani, nel nostro piccolo facciamo la nostra parte?

L’Inquinamento Marino

Nel nostro bel mare stanno navigando oggi circa 86 tonnellate di plastica!! Sacchetti di plastica, palloni, scarpe, materiali di imballaggio: se non smaltiamo i rifiuti a regola d’arte, prima o poi vanno a finire in mare. In particolare la plastica è un materiale non biodegradabile e rischia di essere ingerita da balene, gabbiani, tartarughe marine e altri animali. I pezzi di plastica possono restare nella gola degli animali o ostruirne il tratto digerente, e di conseguenza bloccare le vie respiratorie e impedire l’assunzione di cibo.

Se giovani esemplari rimangono impigliati nella plastica possono sviluppare danni alla pelle o malformazioni durante la crescita. Una volta in mare, però, i rifiuti possono anche tornare sulla terraferma sospinti dal movimento delle onde, e inquinare così spiagge e altre zone costiere. Ogni anno si stima che finiscano nelle acque marine dai 4,8 ai 12,7 milioni di tonnellate di rifiuti plastici. Una regione critica in tal senso è il Sud-est asiatico. Sempre secondo le stime, nei mari sono finiti già complessivamente almeno 86 milioni di tonnellate di plastica, di cui una buona parte si è depositata sui fondali. Nelle acque e negli oceani si trovano anche le microplastiche, che derivano dall’abrasione degli pneumatici, dal lavaggio di tessuti sintetici o dalla disintegrazione di rifiuti plastici.

Cosa Troviamo nell’Oceano?

Cosa Troviamo nell’Oceano?
Cosa Troviamo nell’Oceano?

Concimi, pesticidi e sostanze chimiche mettono a dura prova i nostri mari. Un enorme problema per le zone costiere è rappresentato dai deflussi dei concimi impiegati nei campi, che attraverso i fiumi vanno a finire nei mari. L’eccessiva concimazione favorisce la crescita di alghe che consumano l’ossigeno presente nell’acqua e provocano la morte di molti esseri viventi marini. Il fenomeno crea vaste zone morte dove la vita è impossibile, com’è accaduto ad esempio in alcune aree del Golfo del Messico o del Mar Baltico. Il problema non si limita unicamente alle zone costiere: quasi ogni essere vivente che popola i mari è contaminato da sostanze chimiche.

Fino agli anni Settanta gli oceani venivano tranquillamente considerati vere e proprie discariche. Nei mari veniva «smaltito» praticamente di tutto, quindi anche pesticidi, armi chimiche e rifiuti radioattivi. Si ipotizzava che gli oceani fossero sufficientemente estesi per diluire le enormi quantità di sostanze chimiche rendendole innocue. In realtà le sostanze tossiche non sono mai scomparse, anzi fanno ritorno dall’uomo, talvolta in forma concentrata, tramite la catena alimentare. La Convenzione di Londra del 1972 (London Dumping Convention), mirata alla tutela dei mari dall’inquinamento dovuto ai rifiuti tossici e radioattivi, ha portato qualche miglioramento.